Mi presento sono Marzia Del Prete, imprenditrice, consulente in strategia e organizzazione aziendale, docente e trainer certificata di mindfulness, mamma di una splendida bambina di nome Rebecca. Il mio sogno è quello di portare la felicità nei contesti organizzativi partendo dal benessere degli individui che vi lavorano. Voglio rivoluzionare il nesso causale tra felicità e successo. La maggior parte delle persone vive con il mito del successo e nel frattempo perde la felicità. Sì perché è la felicità che ci conduce al successo e non viceversa.

Per cambiare il paradigma ho ideato il Just Like Me® primo Executive Leadership Program in Europa che combina intelligenza emotiva, mindfulness, strategia direzionale e neuroscienze. Un programma esperienziale destinato alle aziende e con un unico appuntamento annuale verso i singoli che vogliono fare un percorso di consapevolezza emotiva e di leadership, in genere a giugno di ogni anno.
E’ da tempo che indago, ricerco ed effettuo studi sulla felicità. Tutto mi porta a credere che non sia un lusso e nemmeno un’utopia anche quando parliamo di contesti lavorativi. Le neuroscienze parlano di felicità come stato naturale della nostra mente originaria, che viene perso nel momento in cui il pensiero impone le proprie sovrastrutture, i propri giudizi e pregiudizi anche in relazione al violento ondeggiare delle nostre emozioni, cavalli spesso indomiti che non sappiamo frenare.
La buona notizia è che il nostro cervello è neuroplastico e possiamo continuamente creare le condizioni interne ed esterne per la felicità, coltivando abiti mentali utili che diventano comportamenti se ripetuti nel tempo. Ed è proprio per questo che nasce la collaborazione con PFG Style per creare, in questo luglio così caldo, le condizioni per il benessere emotivo e la felicità. Siete pronti?

mindfulness

Iniziamo allora a prepararci mentalmente per la rubrica della prossima settimana che inquadrerà il tema della mindfulness con una piccola pratica di tre minuti sul respiro da fare appena svegli e in un luogo in cui ci sentiamo sicuri e accolti. Potrebbe essere anche un angolo preciso della nostra casa, l’importante è creare una routine che ci spinge tutti i giorni a respirare in quello spazio “vitale” in cui dedichiamo un’attenzione consapevole verso noi stessi.

Seduti sul cuscino nella posizione del loto o su una sedia, con la schiena dritta ma non rigida e gli occhi chiusi, iniziamo a sentire e percepire il nostro corpo, osservando le sensazioni di contatto con gli elementi esterni (es le sensazioni di pressione dei nostri glutei sulla sedia o sul cuscino), e connettiamoci per tre minuti con il nostro respiro, non pensando al respiro ma sentendo il suo eterno fluire nel corpo. Se la mente si distrae dal respiro in questi tre minuti, osserviamo il punto dove si è persa e riportiamola con gentilezza nuovamente sul respiro.
Fate questo piccolo esercizio fino a mercoledì prossimo perché così sarete pronti per il nuovo appuntamento che parlerà di consapevolezza e benessere emotivo.

Mi raccomando, annotate tutte le sensazioni provate nei tre minuti di respiro e se volete condividerle non esitate a farlo qui…

SECONDA LEZIONE LA MAPPA DELLA FELICITÀ

 Scopri con le nostre lezioni come trovare la felicità

Buongiorno ragazzi. Avete seguito i miei consigli della settimana scorsa, vi siete soffermati qualche minuto al giorno ad osservare il vostro respiro? Allora siete pronti per andare avanti e comprendere cosa è la Mindfulness. Nella sua forma più semplice la parola Mindfulness significa consapevolezza.

Praticare la mindfulness significa prestare un’attenzione, non giudicante, al momento presente attimo dopo attimo. Il padre della mindfulness è John-Kabat Zinn, professore di medicina e direttore della clinica per la riduzione dello stress dell’Università del Massachusetts (Boston). John, dopo un’attenta analisi dei misteri e delle meraviglie del nostro corpo e della nostra mente, descrive sistemi semplici e intuitivi per arrivare, tramite i sensi e l’esperienza, a una comprensione più profonda di noi stessi e del percorso che scegliamo per la nostra vita. Per capire se la vostra è una mente mindful possiamo fare insieme questo piccolo test. Rispondete a queste semplici domande.

Negli ultimi 10 giorni:

1) Siete stati incapaci di ricordare parte di ciò che gli altri hanno detto durante conversazioni a casa o di lavoro?

2) Avete perso a volte la cognizione del tempo e dello spazio durante i vostri spostamenti?

3) Quando uscite di casa o dall’ufficio vi è capitato di dimenticare documenti, chiavi, cellulare o persino dove avete parcheggiato la macchina?

4) Avete mai mangiato di fronte al pc senza assaporare in realtà nessun cibo?

5) Al rientro dal lavoro avete prestato più attenzione al vostro i-phone o smartphone che ai vostri cari?

6) Avete pensato spesso a eventi passati o vi siete preoccupati per il futuro?

7) State leggendo troppo velocemente anche questo articolo?

Se la risposta è sì, significa che c’è un’alta probabilità che la vostra vita lavorativa e personale abbia innescato il pilota automatico, quello che non ci consente di vivere con pienezza i vari momenti della giornata, quello che ci sottrae a una vita consapevole attimo dopo attimo e ci allontana dalla felicità e dalla realizzazione personale e professionale. Essere disconnessi con se stessi e con la propria esperienza ci porta in continue distrazioni, nocive ai rapporti ma anche agli obiettivi che ci siamo prefissati.

La mancata attenzione verso ciò che ci circonda ci porta a pensare di poter gestire tutto contemporaneamente, ma questo fa subentrare il giudizio per le nostre performance ridotte e per gli insuccessi. Viene meno allora anche la motivazione e l’autostima, le relazioni con gli altri diventano di pura competizione o si innescano meccanismi inconsci di invidia verso chi ha una maggiore centratura e per questo raggiunge con facilità il successo.

Tutte queste distonie ci attanagliano in blocchi personali e ci fanno oscillare in una direzione nociva per noi e per gli altri. Si innesca così la nostra illusione di separazione. Anche un intelletto molto brillante può esservi soggetto, forse in modo poco visibile, ma molto diretto e preciso: io credo che più la mente è sviluppata più questi meccanismi emozionali rischiano di avere conseguenze dannose nella vita di tutti i giorni, perché sono camuffati, protetti e rafforzati da un falso ma molto attivo egocentrismo.

La mindfulness per trovare il benessere fisico e mentale

La consapevolezza e le cose essenziali della vita

Dobbiamo imparare allora a cogliere l’essenza della vita in ogni sua forma, semplicemente prestandole attenzione attimo dopo attimo e non lasciando che la mente si perda nei pensieri che altro non sono che oggetti mentali che non ci rappresentano affatto. E’ opportuno però capire che dalla qualità dei nostri pensieri dipende la nostra stessa vita. E che possiamo creare le condizioni affiché questa qualità abbia un colore nuovo, positivo e votato alla felicità.
Per fare questo dobbiamo sospendere il pilota automatico. Con la pratica del respiro la settimana scorsa abbiamo creato la base per costruire le fondamenta del nostro benessere.
Questa settimana vi chiedo di osservare i vostri pensieri attraverso una piccola meditazione di mindfulness.
Ancora una volta dovete scegliere un posto sicuro della vostra casa o del vostro giardino (lo stesso in cui avete praticato la meditazione dei tre minuti sul respiro) e prestare per circa dieci minuti al giorno la vostra attenzione ai pensieri. Seduti sul cuscino nella posizione del loto o su una sedia, con la schiena dritta ma non rigida e gli occhi chiusi, iniziamo a sentire e percepire il nostro corpo, osservando le sensazioni di contatto con gli elementi esterni (es le sensazioni di pressione dei nostri glutei sulla sedia o sul cuscino), e connettiamoci per un minuto con il nostro respiro, non pensando al respiro ma sentendo il suo eterno fluire nel corpo. Quindi iniziamo ad osservare per 9 minuti, nell’immobilità del nostro corpo, i nostri pensieri, osserviamo la qualità dei nostri pensieri (sono pensieri positivi o negativi, legati al passato o al futuro, pensieri di attaccamento o avversione?), qualsiasi sia il pensiero osserviamolo, accogliamolo e gentilmente lasciamolo andare. A fine della meditazione scriviamo su un foglio le esperienze che abbiamo vissuto e le nostre osservazioni e valutiamo come di giorno in giorno cambia la qualità dei nostri pensieri.
Tutto questo, se praticato nel tempo ci consentirà di operare una disidentificazione dai nostri pensieri e lo stop di quel pilota automatico che non ci fa vivere pienamente la nostra vita.
Allora siete pronti per questo ulteriore passo verso la felicità? Noi ci rivediamo mercoledì prossimo con una nuova rubrica che ci preparerà a vivere le nostre ferie in maniera mindful.

TERZA LEZIONE IL POTERE DELLA MINDFULNESS

La mindfulness per trovare il benessere fisico e mentale

Nella lezione precedente avete osservato i vostri pensieri per provare ad effettuare una disidentificazione da questi, avete appreso che i vostri pensieri spesso non vi rappresentano e non sono la realtà delle cose. Siamo ad un buon punto per parlare di vacanze consapevoli allora!

Dopo un lungo inverno a lavorare, già verso aprile/maggio tutti iniziamo a pensare ai luoghi e ai paesaggi che vorremmo visitare durante le ferie. A volte riusciamo a farci stressare dalle ferie stesse nella corsa a trovare il luogo esclusivo, oppure la vacanza ideale senza pensare che, come il grande Marcel Proust diceva, il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre ma nell’avere nuovi occhi. E sono proprio questi nuovi occhi che dobbiamo consapevolmente coltivare nella nostra estate quando saremo lontani dal lavoro e dalla nostra quotidianità per vivere un’esperienza completa e felice.

Per farlo, alcuni piccoli consigli:

Spegnete il cellulare almeno per qualche ora al giorno, sarebbe meglio lasciarlo a casa e partire senza, ma non voglio essere drastica. Disintossicatevi dalla droga della connessione continua che bombarda la mente di informazioni eterogenee e innesca stati emotivi non sempre positivi, che ci allontanano inevitabilmente da noi stessi. Piuttosto che scorrere notizie o fare selfie da condividere per dimostrare al mondo che esistiamo, viviamo pienamente la bellezza dei paesaggi e del contesto che ci avvolge, e ascoltiamo di più i nostri figli, il nostro compagno, i nostri amici o i nostri cari. Solo così dimostriamo a noi stessi che esistiamo davvero, indipendentemente da cosa pensa o dice il mondo di noi. A fine vacanza, se la voglia di condividere non si è placata, potremo farlo ma in maniera consapevole e per ragioni più profonde.
Vivete la natura. Fate lunghe passeggiate nella natura prestando attenzione a quanto vi circonda e osservando quando innescate il pilota automatico dei pensieri legati al vostro ritorno in ufficio o alla vita di tutti i giorni, in quel momento respirate a pieni polmoni, ascoltate il cinguettio degli uccelli, perdetevi in un cielo stellato, sentite i profumi e i rumori del mare. Avvertirete un senso di pienezza e positività, avrete calmato la mente e rilassato il corpo.
Mangiate sano. Non abbuffatevi di cibo senza ricordare nemmeno cosa avete ingerito. Prendetevi del tempo per assaporare le varie sfumature di ogni pietanza, rilassatevi! Avete tutto il tempo per gustarvi i sapori della vostra vacanza.
Vivete il momento presente. Ogni anno sento puntualmente che le persone a metà vacanza iniziano a preoccuparsi che il periodo di ferie sta per finire. Lasciate andare. Non trattenete ciò che non può durare per sempre e soprattutto vivete il momento senza pensare continuamente al futuro. Tendiamo a vivere sempre nei momenti sbagliati, o nel passato o nel futuro, e per questi rinunciamo all’unico momento che siamo in grado di vivere: il presente. Orazio aveva ragione e non c’è consiglio migliore del suo carpe diem!
Credo di avervi detto già molto, vi aspetto mercoledì prossimo per l’ultima mia rubrica sulla felicità, stavolta con un argomento a sorpresa! Così i più curiosi non potranno fare a meno di leggerla.

QUARTA LEZIONE CERCATE DI PRESTARE ATTENZIONE ALLE COSE CHE VI CIRCONDANO

 

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Se siete stati bravi ed avete seguito tutti i miei consigli siete pronti per approcciare le vostre vacanze in maniera consapevole e vivere il vostro rientro al lavoro molto più focalizzati, ma ricordatevi sempre che la consapevolezza è un viaggio che dura tutta la vita. E’ come una pianta che va coltivata giorno dopo giorno. Insieme abbiamo visto diverse strategie per introdurla nella nostra vita. Abbiamo prestato attenzione al respiro (Rubrica 1), o ai pensieri (Rubrica 2), abbiamo fatto passeggiate nella natura immersi nei panorami esterni o mangiato i cibi consapevolmente (Rubrica 3).

E’ molto importante che sappiate distinguere questo prestare attenzione dal pensare. I nostri pensieri sono solo una parte della nostra esperienza, mentre consapevolezza significa vedere il tutto, percepire l’interno contenuto di ogni attimo. Questa totalità non può essere abbracciata solo con il pensiero, ma è necessario vedere, udire, sentire, percepire. Essa non è un’idea astratta ma è viva esperienza del momento presente.
Perché vi dico queste cose? Perché dal lavoro sulla nostra attenzione dipende la nostra felicità.
Felicità che spesso è fatta di cose semplici, piccoli attimi che se siamo vigili riusciamo a cogliere, diversamente ci lasciamo trasportare da aneddoti negativi votati a rinnegarla continuamente. Una mente distratta fa questo, ci trascina dove vuole e sempre lontano dall’essenza della vita e delle cose, trasportata dall’onda anomala delle emozioni può indurre in stati ansiogeni o depressivi. Questo se non impariamo a separare e a vedere le situazioni per quello che sono distinguendone l’esperienza positiva o negativa che ne facciamo.

Vi lascio con alcuni suggerimenti sul tema “prestare attenzione”:

-Fate attenzione alla qualità dell’aria che respirate, dell’acqua che bevete e del cibo che mangiate.
-Fate attenzione al rapporto che avete con i media, le informazioni che ne ricevete vi muovono all’azione? E che tipo di azione? Che effetto hanno sulla vostra psiche e sul vostro organismo le immagini violente del quotidiano? Notate anche se vi sentite depressi o impotenti a causa di tutto questo bombardamento mediatico. E quando questo accade spegnete tutto e rimanete in connessione con voi stessi e con il vostro respiro per non perdervi.
-Individuate i problemi che vorreste risolvere nella vostra vita e ponete delle pietre sul vostro cammino che rappresentano le possibili soluzioni. Una pietra per volta. Scomponete i problemi è l’unico modo che avete per risolverli.
-Ricordate di appartenere a una totalità più ampia, provate ad assumervi la responsabilità di cambiare le cose che non vi piacciono, questo avrà un effetto positivo anche sul vostro benessere interiore. Non è necessario essere eroi, possiamo partire dalle nostre stesse famiglie.
-Date una mano a chi vi chiede aiuto e fate almeno un atto gentile al giorno, la gentilezza è la forma più pura e bella dell’attenzione. La gioia che sarete in grado di regalare all’altro (inteso come essere vivente) vi ritornerà come pura felicità.

Arrivati a questo punto del nostro viaggio insieme, vi lascio con un arrivederci e con una poesia del grande poeta RUMI:

La Locanda

L’essere umano è come una locanda.
Ogni mattina un nuovo arrivo.
Momenti di gioia, di depressione, di meschinità,
a volte un lampo di consapevolezza giunge
come un visitatore inatteso.
Dai loro il benvenuto e intrattienili tutti!
Anche se c’è una moltitudine di dolori,
che violentemente svuota la tua casa
portando via tutti i mobili,
tratta ugualmente ogni ospite con rispetto.
Potrebbe aprirti a qualche nuova gioia.
I pensieri cupi, la vergogna, la malizia,
Accoglili sulla porta con un sorriso,
ed invitali ad entrare.
Sii grato chiunque arrivi,
perché ognuno è stato mandato
dall’aldilà per farti da guida.

Marzia Del Prete

Ideatrice Just Like Me® Training Programs (www.justlikemeprogram.com), fondatrice e CEO della società Abigail (www.abigailconsulting.com), esperta in strategia ed organizzazione aziendale, docente universitaria e senior trainer aziendale. Istruttrice certificata di protocolli Mindfulness based.
Presidente Associazione Mom&Woman Onlus (www.mom-woman.com) per la tutela dei diritti civili di mamme e donne svantaggiate a livello nazionale e internazionale.