Riccione Moda Italia vince Irene Pezzotta

Culture messe a confronto, tradizioni di paesi lontani, melodie evocative, stampe e tessuti tipici. Nell’aria, un’atmosfera del tutto diversa dal solito invade le strade, facendoci viaggiare attraverso luoghi sconosciuti. Noi di Pfgstyle abbiamo trovato tutto questo sulla costa romagnola, durante Riccione Moda Italia, alla sfilata tenutasi il 24 luglio in viale Dante. Si tratta del Fashion Action organizzato da Cna Federmoda e dedicato al fashion design, che mette a confronto gli stilisti emergenti a livello nazionale e internazionale.

Acte, l’associazione delle comunità tessili europee, ha aperto la serata promuovendo il 5th Acte Fashion Contest Award, un concorso europeo per giovani vincitori di recenti concorsi nazionali o che abbiano avviato un’attività da meno di cinque anni. A seguire, per la sezione Fashion from the World, hanno sfilato imprenditori provenienti da Mongolia, Mozambico e Tunisia. In passerella appare evidente una diversa concezione di cultura e moda, e improvvisamente veniamo trasportati in posti lontani.

Afito Salumo del Mozambico è riuscito a coniugare l’estetica tradizionale africana con quella italiana: stampe su sfondo beige di donne stilizzate che ballano, disegnate su abiti con tagli glamour e alla moda, accompagnati da musiche riadattate con i suoni natii. Shaazia Adam ha voluto farci conoscere l’eleganza dell’Africa con abiti da sera dai tipici colori accesi su tessuti a balze, fino ai vestiti da sposa di pizzo e trasparenze, con importanti ricami luminosi di paillettes. Nabila Jelassi ci fa volare in Tunisia: tessuti lucidi con applicazioni di passamanerie verdi, spalline rialzate e cuciture bordate, indossati da modelle a piedi nudi.

Riccione Moda Italia vince Irene Pezzotta

Che dire? Una grandissima opportunità di crescita per i giovani e per le aziende del settore, nel segno della contaminazione culturale. Abbiamo approfondito con Antonio Franceschini, direttore nazionale di Cna Federmoda.

Come mai avete scelto nazioni così lontane dalla nostra cultura?

Già nel 2008 abbiamo tessuto rapporti con l’Africa subsahariana, in grande fermento nell’ambito della moda. Nel 2010 l’ambasciata italiana ci ha invitato a Maputo per la Mozambico Fashion Week e anche lì, come in Kenya e Malawi, abbiamo scoperto una grande voglia di novità: abbiamo quindi inviato sul posto dei giovani studenti perché entrassero in contatto con quelle realtà. Quanto alla Mongolia, abbiamo iniziato a collaborare perché è uno dei più importanti produttori di cachemire. L’intento è far conoscere agli italiani la creatività del resto del mondo.

E gli italiani? Quali risultati avete ottenuto finora?

Una media di trenta finalisti ogni anno. Con questa edizione, la venticinquesima di Riccione Moda Italia, concorso nazionale Professione moda giovani stilisti vinto da Irene Pezzotta, siamo a oltre settecento giovani passati nella fase finale della manifestazione: molti di loro sono stati poi impiegati all’interno di varie imprese. Ognuna delle sei sezioni (abbigliamento, bambino, accessori e calzature, pellicceria, maglieria e intimo mare) prevede borse di studio e stage presso aziende del settore. Alcuni giovani stilisti sono diventati famosi, come Lorenzo Serafini, direttore artistico di Alberta Ferretti, altri hanno avviato un’attività in proprio. E le imprese si rinnovano dando spazio a giovani che portano nuove idee.

Perché avete scelto Riccione?

Un’idea del 1990 di due ragazzi di qui, Roberto Corbelli e Daniele Pratesi. Entusiasti noi di Cna Federmoda, disponibile ad aiutarci l’amministrazione comunale, ci siamo riusciti. E poi fin dai mitici anni Settanta Riccione è luogo cult di ogni tipo di fermento creativo.

(Margherita Taurino)

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