24 aprile 2014

AL VIA IL CASTING PER LA NUOVA EDIZIONE DI "CHE TRUCCO" CON TAMARA DONÁ

pfgstyle, Tamara Donà, nuovo programma, Che Trucco, Make-up artist

Monday May 12 begins the new edition of "Che trucco!", a program that reveals the mysteries of the perfect faces. Because you can become beautiful, with the greatest experts of international make-up. Leading the transmission, directed by Francis Lamonaca, will be the beautiful Tamara Donà who will join makeup and beauty experts. 
Do you want to participate? Then introduce yourself to the casting, in Milan the first week of May. All informations on www.chetruccoi.it.

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Amanti del make up è il vostro momento. Lunedì' 12 maggio inizia la nuova la nuova edizione di  Che Trucco!”, il programma televisivo in onda su La5 alle ore 15 che svela i misteri dei volti perfetti. Perché diventare belle si può, eccome, se a metterci le mani sono i più grandi esperti di trucco internazionali. 
A condurre la trasmissione, per la regia di Francesco Lamonaca, sarà la bellissima Tamara Donà che affiancherà gli esperti di trucco e bellezza. 

Volete partecipare anche voi? E allora presentatevi ai casting, iniziano a Milano la prima settimana di maggio. Tutte le informazioni sul sito www.chetruccoi.it.


Volete conoscere i consigli di Diego Dalla Palma per questa primavera-estate? Leggete QUI tutte le news. Avete voglia invece di giocare alla donna francese? Ecco QUI tutti i consigli make-up con la linea Paris l'été by T.Leclerc 




21 aprile 2014

ANCORA VENEZIA CON MILLELIRE AL POLSO

Léger, Museo Correr, Patrizia Finucci Gallo, pfgstyle,fashion blog, blogger travel blogger
Photos by Jacopo Risici 
Here there are some photos of my days in Venice, I have seen many things: a beautiful exhibition of Léger, a shop of antique laces, the Museum Correr. I was wearing a t-shirt and a bracelet MILLELIRE, a young brand that works with leads to the old Italian banknotes.

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Le giornate a Venezia sono passate velocemente. Tuttavia ho visto e amato moltissime cose. La mostra di Léger, per esempio, un negozio di pizzi antichi o una giornata come questa spesa a fermare le immagini. Perché ogni cosa può dissolversi da un momento all'altro. E le emozioni perdersi in mille accadimenti. In questo clima di morbidezze, dunque, mancava un accenno pop, che ho costruito su di me indossando la T-shirt di Mario Costantino TrioloL'ho abbinata al nuovo braccialetto MILLELIRE POP dedicato a Giuseppe Verdi.
Questo delizioso accessorio in cuoio, realizzato dal brand StileMillelire, mi ha accompagnato al Museo Correr facendomi vivere alcuni incroci con il passato: sul mappamondo del Correr, affiancato a una manina per l'elezione del doge del XVIII secolo e infine sovrapposto all'opera forse più nota di Léger.

Pfg wears: T-shirt MARIO COSTANTINO TRIOLO, skirt SILVIA SERBAN, shoes OTISOPSE, bracelet STILEMILLELIRE, bag LOUIS VUITTON


Se volete vedermi ancora a Venezia ma in altre occasioni potete leggere QUI e mi trovate con Riccardo Scamarcio oppure QUI con la grande artista Marina Abramovic


18 aprile 2014

I-TALENT EXPERIENCE BY SARA BIONDI

I Talent

Yesterday I was in Milan, invited by Sara Biondi for I-Talent Experience to interview two young designers: Tiziana Mancarella and Ludovica Ronconi. It was a great experience and I learned many things. Young people have the talent and the skill, but also courage and willingness to take risks.

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Ed eccoci a Milano, sui meravigliosi Navigli. L'ultima tappa, prima di Pasqua, di questa settimana in giro a caricare emozioni. Tutti appuntamenti importanti, ma con contenuti estremamenti diversi. E questo è il bello del mio lavoro. 

Qui, nella foto, mi vedete nella piattaforma galleggiante di Como2015 insieme ad altri ospiti per la rassegna I-Talent Experience organizzata da Sara Biondi. Le serate, tre in totale, vedranno alternarsi sul banco degli intervistati giovani designer emergenti under 30 ma con le idee chiare. Io e altri colleghi abbiamo intervistato le prime due: Tiziana Mancarella e Lodovica Ronconi, quasi il diavolo e l'acquasanta, rock e filo-londinese la prima, morbida e "principessa" la seconda.  
Che cosa ho imparato? Che gli stereotipi sui giovani in crisi vanno bene sui giornali politici e che la realtà è fatta di ventenni che sanno costruire i sogni. Quantomeno si organizzano per realizzarli. Cercano, scoprono, viaggiano, tentano, si uniscono, riprovano. 
Pensi "vabbé saranno due ragazze fortunate", poi ti giri verso il tuo vicino di sedia, 19 anni bello come il sole. Ti viene da dargli una pacca sulla spalla, salutarlo con un semplice "studia mi raccomando!" Prima di scoprire che Federico Ledda ha già una sua azienda, un progetto ben definito, un gruppo di lavoro e un magazine che va di brutto. 

Stai a vedere che ci toccherà inviare il curriculum.. :)

Prossimi appuntamenti l'8 e il 15 maggio. Milano in Darsena dalle 19 alle 21. Vi aspetto.  



16 aprile 2014

COME UN QUADRO DI MIMMO ROTELLA


I'd like to be inside a painting. When I saw these advertising posters I thought the artist Mimmo Rotella. "Tear off the posters from the walls is - he said - the only compensation, the 'only way to protest against a society that has lost the taste of fabulous transformations".   

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Ci sono giorni in cui vorresti essere dentro un quadro, o farne parte come materia. Quando ho visto questi poster pubblicitari strappati ho pensato all'artista Mimmo Rotella etichettato dalla critica, negli anni cinquanta, come lo "strappamanifesti". 
«Strappare i manifesti dai muri è - diceva Rotella - la sola compensazione, l' unico mezzo per protestare contro una società che ha perso il gusto delle trasformazioni favolose». Così è uscito questo servizio fotografico. Perché sono pronta agli stravolgimenti. E voi?

Pfg wears

jacket FrizzJ - shirt Annabella - bag Collection Privée - ring Giulia Boccafogli - sunglasses Ray-Ban - nail polish Diego Dalla Palma  collezione La Topolotta

VENEZIA HARD ROCK CAFE NEW MENU

Venice. New menu for Hard Rock Cafe: 30 new dishes to eat, also for vegetarians. You can find meat but also many types of salad, fresh produce with an extraordinary selection of hand-made dressings: ranch, honey mustard, honey citrus, caesar, blue cheese, balsamic vinaigrette, lite Italian and oil & vinegar. And the gourmands can taste the new carrot cake.

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Come sapete, se mi seguite sui social, dopo Firenze sono volata a Venezia per seguire l'inaugurazione del nuovo menu di Hard Rock Café
Trenta nuovi piatti e alcune rivisitazioni dei grandi classici sono stati elaborati anche in Italia per offrire al pubblico nuove emozioni. Il tutto è nato da una ricerca, condotta da Coehan Research, su 3000 clienti distribuiti nei cinque continenti dove hanno sede gli storici locali. Studiando i gusti, i profili aromatici, i tagli di carne, la miscela di carne nei burger preferiti e suggeriti dalle persone, il brand è giunto a queste nuove proposte che hanno toccato tutto: dal pane con la ricetta del Pan Brioche all'insalata per chi vuole stare leggero con cinque varietà di combinazioni a base di lattuga. 
In menù ci sono hamburger più light, tre tipologie nuove di fagioli, condimenti particolari, dolci a base di carota e noci, una crema di spinaci e parmigiano. Il tutto sempre fresco e con prodotti di qualità. 

ANTIPASTI: Spinach Artichoke Dip, Nachopalooza, Fried Shrimp Platter
BURGER: Fiesta, Tango, Local Legendary
SMOKEHOUSE: The Texan, Smoked Beef Brisket
VEGETARIANI: Vegetarian Sandwich, Veggie Leggie, Arugula Salad without chicken
DESSERT: Layer Carrot Cake, Oreo Cheesecake, Chocolate Molten Cake
 

15 aprile 2014

LA REGISTA LAILA MARRAKCHI E QUEL CERTO SENSO DELL'AMORE


When you're talking about love and feelings, language becomes universal. You can live in China, Europe, Middle East but the scheme of some behaviors repeats itself inevitably. So infidelity is the same everywhere. Luckily also the great poetry of love overcomes States boundaries. You might want to ask why I am telling you so. The reason why is because I saw "Rock the Casbah", a wonderful film presented in national preview at the MiddleEastNow, which was organized in Florence by Roberto Ruta and Lisa Chiari.
The director of the film is Laila Marrakchi, born and raised in Casablanca, now living in Paris. Her name wasn't new for me, since she already made people talk about her with her first film, "Marock", which was presented at Cannes. "Rock the Casbah" is a story that takes place at Tangier and revolves around a family gathered to officiate the father's funeral. Three days of mourning, but also three days for the people to show themselves in good or bad and get in touch with one another. Here's what she told me in our chat.
"To find love you have to be free, not in your head and in your heart but also in facts. You can taste love only if you're ready to open up to it". Still, you might be hurt.
"You can start again. That's what the female characters do in my film. I did it myself too, since I'm divorced".
What are the consequences of the father's death?
"He treated the women as a child: his three daughters, his wife and also his lover. When he dies the balance brakes up and so the others can finally find their depth and their true identities. The same happened during the Arabic Spring".
What do you mean with that?
"Dictators are seen and treated in real world like the father in my film: mighty and scary, who makes other childish and then treats them like infants. When you get rid of them, everyone gets his role and maturity back. Like my female protagonists".
And what kind of relationship do you have with men?
"It keeps getting better".


Frankly, I didn't understand if that was a joke or not.


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Quando si parla d’amore e di rapporti il linguaggio diventa universale. Puoi vivere in Cina, in Europa, in Medio Oriente ma lo schema di alcuni comportamenti si ripete inevitabilmente. Come un destino. Talvolta con tragici scollamenti, altre volte con ricuciture degne di una sartina. E così il tradimento è uguale dappertutto, il disincanto pure. Ma resta la grande poesia dell’amore che non ha confini. E che ritorna, nonostante tutto, a ricoprire le nostre ovvietà. Perché vi racconto questo? Perché ho visto “Rock the Casbah", un film bellissimo presentato, in anteprima nazionale, al MiddleEastNow di Firenze organizzato da Roberto Ruta e Lisa Chiari.
La regista è Laila Marrakchi, cresciuta a Casablanca, da vent’anni a Parigi, che già con il suo primo lungometraggio, “Marock” si era fatta conoscere a Cannes, sezione Un certain regard. Quella di “Rock the Casbah” è una storia ambientata a Tangeri e ruota intorno a una famiglia riunita per celebrare il funerale del padre (interpretato da uno straordinario Omar Sharif). Tre giorni di lutto dunque, come vuole la tradizione, ma anche tre giorni dove i rapporti fra tutti i componenti escono allo scoperto. Nel bene e nel male. E su un sentimento, universale come l’amore, si giocano partite ben più profonde che toccano i diritti individuali e la libertà d’azione. Le conseguenze? Me le ha spiegate la regista e io le racconto a voi.
“Per incontrare l’amore bisogna essere liberi, di testa e di cuore, certo, ma anche nei fatti. L’amore si assapora nella sua interezza quando possiamo aprirci totalmente”. 
Talvolta però si prende la fregatura. 
“Ma si può ricominciare, lo fanno le donne del mio film. L’ho fatto anche io che sono separata”. 
La morte del padre, del grande accentratore, che significato ha?   
“Lui aveva infantilizzato le sue donne: le tre figlie, la moglie, l’amante che teneva in casa con un figlio riconosciuto solo di nascosto, all’insaputa di tutti, lui compreso. Alla sua morte la trama si rompe e gli uomini possono uscire con le loro identità: non avevano spessore prima perché lui aveva il sopravvento su ogni cosa, aveva occupato lo spazio di tutti. E’ un po’ quel che è successo nelle primavere arabe”.
Curioso paragone. In che senso?
“I dittatori sono e vengono vissuti un po’ come nel film il personaggio di Omar Sharif: dei padri potenti, di cui si ha paura, che rendono infantile il loro popolo e come tale lo trattano. Quando ti liberi di loro, ogni persona riacquista il suo ruolo e la sua maturità. Così per le mie protagoniste”.
E lei che rapporti ha con gli uomini?
“Perfetti. Di bene in meglio”. 

Se era o no una battuta non l’ho capito. 

13 aprile 2014

FIRENZE LA MIA CAMICIA DISEGNATA DA FERRÉ

patrizia finucci gallo, pfgstyle, fashion blog Gianfranco Ferré
Hello guys, I was invited three days in Florence for the MiddleEastNow, the festival dedicated to the contemporary Middle East and North Africa, with cinema, documentary, art, music, food, talks. 52 films in the program, 23 short films. I made some interviewsand I am preparing an article for you. Stay tuned!
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Ho trascorso tre giorni a Firenze, ospite del MiddleEastNow, la rassegna cinematografica (ma quest'anno anche di musica, arte, cucina e fumetti) che ci racconta il Medio Oriente contemporaneo con ben 52 titoli in programma. Le emozioni sono state tante. Forti. Dolorose. Come potete immaginare non sono temi semplici da affrontare: a partire da "Omar", l'ultimo film del regista Hany Abu-Assad candidato quest'anno agli Oscar e proiettato per la prima volta in Italia. E poi la guerra in Siria documentata da Talal Derki con l'opera straordinaria "Return to Homs", la vita delle donne afghane rinchiuse nel carcere di Takhar per i loro cosiddetti "crimini morali", i sogni di Sepideh la ragazza iraniana che vuole diventare astronoma o quelli di Alì che in un liceo di Baghdad sogna di possedere un paio di Nike. Ma preferisco raccontarvi di amore e di rapporti. Di come certi temi sono un linguaggio universale, di come certe mancanze si trasformano in forza e avviano trasformazioni incredibili. Lo farò con due interviste che ho realizzato e che oggi preparerò per voi. Intanto vi lascio a queste foto scattate sopra la splendida terrazza dell'Hotel Santa Maria Novella. C'era un bellissimo sole e avevo un cuore pieno di storie. Ho scelto di indossare una splendida camicia di Gianfranco Ferré, in occasione della mostra a lui dedicata e ancora visitabile al Museo del Tessuto di Prato fino al 29 giugno. 

Photos by Iacopo Risici

Pfg wears shirt Gianfranco Ferré, jeans leggings Calzedonia, shoes Arfango, earring Dasy


11 aprile 2014

WE BIRIK YOU POP-UP MY CHOICE


April the 17th, inside the wonderful Palazzo Campogrande in Bologna, the website Birik Butik (almost 200 fashion brands sold online) will show jewels, bags and accessories. Some designers will explain the story and the concept of their creations. Enjoy!

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Jane Reeve, Ad di Camera Nazionale della Moda, durante un convegno organizzato dal Victoria and Albert Museum di Londra, ha detto che "il digitale rappresenta una leva strategica per fare sistema tra tutti i player della filiera della moda". In pratica è il mezzo ideale per diffondere cultura e moda, artigianato e qualità del made in Italy. 
Perché vi dico questo? Perché ieri sono stata ad una conferenza stampa, indetta nella splendida cornice di Campogrande Concept a Bologna, organizzata dal portale di vendita on line Birik Butik. A capo della struttura due giovani imprenditori: Jurgita Rubikaite, 32 anni, lituana, e Filippo Ronchi, 37 anni, esperto in progettazione e marketplace. Il loro obiettivo è raggiungere 200 brand, tutti selezionati e con un filo conduttore che è l'hand made. Ma la vera novità è che per la prima volta si sperimenterà una nuova metodologia di vendita, un incrocio tra la vetrina virtuale e la realtà. Il 17 aprile infatti, a Palazzo Campogrande, gli stilisti e i designer del progetto Birik Butik esporranno le proprie cose raccontando la storia degli oggetti che hanno creato. 


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